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Acquappesa

Aggiornamento: 1 apr 2021

Conosciuta con il nome Casaletto di Acquappesa[1], un tempo era uno dei tanti piccoli villaggi-casali disseminati nei differenti luoghi della Calabria Citeriore. Le sue origini sono incerte; sorse, probabilmente, intorno alla fine del 1600 e gli inizi del 1700. Col passare degli anni il termine “Casaletto” scomparve ed il paese venne denominato puramente Acquappesa, probabilmente perché fino al 1835 il Casaletto di Acquappesa faceva parte della comunità di Guardia e successivamente, a partire dal 1836, divenne comune autonomo. Nel 1927, però, il comune fu nuovamente annesso a quello di Guardia, per scindersi definitivamente nel 1943.

Il nome deriva dal latino Aqua pendens (acqua pendente) e sta ad indicare l’abbondanza delle acque che scaturivano nei pressi della località “Acquappisa”, forma dialettale di Acquappesa e non di Acqua degli appesi. La copiosità delle acque è testimoniata dalla presenza di profondi segni e fenditure che denotano palesi tracce di precorsi scorrimenti e precipitazioni di acque a modo di cascata.

È possibile che il territorio sia stato abitato anticamente dai greci, fin dal V secolo a.C.; ciò è deducibile dalla presenza di alcuni reperti archeologici (frammenti di vasellame, uno specchio in bronzo ed asticciole di piombo quadrangolari) rinvenuti tra il 1948 ed il 1973, in località “Torricelle”, e conservati nel Museo di Reggio Calabria.

L’odierna Acquappesa, attraverso i suoi punti preminenti (Marina, Intavolata, Terme Luigiane), rappresenta un polo intorno al quale si sviluppa oggi un discorso realistico-costruttivo per un turismo anche non strettamente locale. Paesaggi dai colori vivaci, un clima mite e temperato ed un mare cristallino fanno di Acquappesa una meta turistica per chi vuole regalarsi emozioni uniche e tramonti indimenticabili.

[1] Cfr. De Pasquale A., Cronistoria di Acquappesa, 1977.



Foto

Giovanni Carnevale

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