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Grisolia

Aggiornamento: 1 apr 2021

Ai primi del IX sec. Longobardi e Bizantini erano in conflitto su tutta la costa e nell'entroterra per il controllo politico-strategico del territorio. La popolazione era costretta a rifugiarsi su monti e colline inaccessibili, per sfuggire alle scorrerie degli invasori. E proprio in quell'epoca nacque Grisolia, quando gli abitanti della zona cercarono sicurezza e protezione su uno sperone montuoso, digradante in vallone profondo sul torrente Vaccuta, a 465 metri sul livello del mare. Qui si installò l'originario insediamento basiliano, di cui restano tracce nei ruderi del convento di San Nicola, mentre le grotte scavate nella roccia rinviano al tema della sicurezza del villaggio. La stessa toponomastica ricorda l'origine del paese, tra mare e monti.

Grisolia è un nome che deriva dal greco e dal latino, la cui radice richiama l'oro, per indicare la fertilità della terra, accarezzata dal sole tutto l'anno, più che l'esistenza di miniere d'oro. E tuttavia tra i nomi del paese, uno dei più diffusi, Crusco, si pensa che voglia indicare, su radice greca, i fonditori d'oro appunto. Il paese fu attivo in età romana e specialmente durante la discesa di Annibale, nella seconda guerra punica, come provano i resti di ville romane dell'epoca imperiale. Non solo, ma anche i nomi delle contrade sono per tradizione riferiti ad episodi della guerra contro i Cartaginesi, che nel Bruzio trovarono spesso alleate le popolazioni locali. E cosi, per esempio, la Fricciara ricorda l'imboscata contro i legionari di Roma, assaliti con frecce e dardi, mentre in località Serra Vecchia cadde in battaglia addirittura un console, Tito Sempronio Gracco e nella vallata dell'Orco Silio Italico registrava uno dei più sanguinosi episodi della guerra. Nel Medio Evo Grisolia divenne feudo di diverse famiglie, i Tancredi Fasanella e gli Alagno, fino all'annessione allo stato di Bisignano. Passò poi ad altri feudatari fino al 1806, quando fu abolita la feudalità.

I Francesi poi assegnarono Grisolia al governo di Verbicaro dal 1807 al 1811, quando divenne comune del circondario, al quale vennero assegnati anche Abatemarco e Cipollina. Dopo l'Unità d'Italia assunse la denominazione di Grisolia-Cipollina, fino al 1948 quando la frazione fu riconosciuta comune autonomo, per poi diventare Santa Maria e successivamente Santa Maria del Cedro. Grisolia dalle falde del Carpinoso (988 m) e del Cozzo Pellegrino (1987 m) sul versante tirrenico del Parco Nazionale del Pollino guarda al mare e alla sua costa di circa due Km. Il clima collinare, esposto al sole, ne fa un centro residenziale dal clima gradevolissimo e dal paesaggio dominato dal verde degli uliveti e delle vigne.

Nel suo territorio un tempo ci furono imprese boschive e di trasformazione dei prodotti agricoli di una certa consistenza. Oggi turismo e agricoltura possono assicurarne lo sviluppo sociale ed economico. Intensa l'attività culturale. L'Associazione "Italo Muti" si è resa benemerita d'iniziative per la valorizzazione turistica e socio-culturale del territorio. Con il patrocinio della Comunità Montana "Alto Tirreno" cura "Le tracce del tempo", una MOSTRA di attrezzi e macchine della cultura agro-pastorale, un vero e proprio museo ergologico, ospitato nel Palazzo Ducale. Da visitare anche la Fiera di San Rocco, dal 14 al 16 agosto.




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