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Maierà

Aggiornamento: 1 apr 2021

Fino a poco tempo fa, a Natale, si suonava per tradizione il "shofar", ricavato da un corno di bue. L'usanza ricordava che da queste parti era notevole la presenza di Ebrei e lo stesso nome del paese ricorda tuttora il mondo giudaico. Maierà è un toponimo costruito sull'ebraico M'ara e significa grotta. In primo tempo venne dato al Castello e al piccolo nucleo di rifugiati. Maierà fu da sempre una terra di profughi

La diaspora ebraica era incominciata già in epoca romana quando nella terra intorno al torrente Vaccuta, specie dopo la distruzione di Gerusalemme, si ha notizia di consistenti insediamenti. Ma nel 600 altri profughi arrivarono con maggiore frequenza da Siria, Egitto e Palestina, a causa delle incursioni arabe e persiani in Medio Oriente.

Altre testimonianze, come il Barrio nel 1500 e Francesco Antonio Vanni nel 1750 suggeriscono, invece, l'etimologia Greca del nome Maierà derivante da Makhairas. Riguardo appunto all'etimologia è divenuta consuetudine riferirla agli ebrei, dopo il lavoro svolto dal Prof. Orazio Campagna agli inizi degli anni '80, tuttavia la teoria che trova maggiori conferme storiche è quella dell'origine greca del nome.

Il territorio di Maierà con le sue grotte nello sperone roccioso al di sopra del Vaccuta era l'ambiente ideale per sottrarre alla distruzione riti e tradizioni religiose antichissime. La Grotta di San Domenico deriva infatti dal casale trogloditico di Santa Maria. Il Castello, le cui origini si fanno partire dal 1038, rinviano al periodo della convivenza negli stessi spazi urbani di Longobardi e Normanni. È la fase di un'altra diaspora, quella basiliana, di cui restano numerose testimonianze. Ed è un periodo di pace in fondo, che finisce bruscamente con la conquista araba della Sicilia, seguita da incursioni sulle coste calabre e dal conseguente internarsi delle popolazioni.

Maierà è a 360 metri sul livello del mare, di fronte a Grisolia, su uno sperone roccioso che sormonta il torrente Vaccuta. La posizione del paese è deliziosamente panoramica. Dal centro storico si può ammirare la costa tirrenica e la baia di Cirella e godere della policromia del paesaggio nelle diverse ore del giorno. Di sera, il fresco della collina invita a dolci passeggiate, mentre la luna sul mare disegna riflessi d'argento che invitano a sognare.




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