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San Nicola Arcella

Aggiornamento: 1 apr 2021

Un belvedere a picco sul mare, alto 110 metri, di fronte all'isola Dino, ai piedi della Serra La Limpida (1519 m), termine meridionale del monte Sirino. Da qui lo sguardo spazia da Maratea a Capo Scalea su un panorama di indicibile bellezza: ampie spiagge tra antiche torri, piccole baie, rocce inclinanti verso il mare, in cui domina la brillantezza del blu tirrenico. San Nicola Arcella ricorda anche nel tema del paese asilo. È concentrato su una rocca (arx in latino) e si affida alla protezione di San Nicola da Tolentino, venerato fin dal secolo scorso nella Chiesa sorta alla fine del '600. Su questa rocca si rifugiarono i superstiti di Lavinium, la piccola città romana, sorta dopo la caduta di Laos, nei pressi di Scalea, ed esposta a continui assalti delle popolazioni interne. E ancora da Scalea, nel '400 e nel '500, nella triste fase delle incursioni musulmane, giunsero altri profughi, che avviarono la costruzione del centro urbano su basi meno precarie.

Nel '700 poi il principe Pietro Lanza Branciforte pensò a far edificare il Castello, in contrada Dino, simbolo del dominio feudale, rafforzato dal matrimonio con Eleonora Spinelli di Scalea. Pescatori e contadini abitavano invece il Casale, diventato poi Casaletto, il nome con cui si indica tuttora la parte bassa del paese. San Nicola venne poi compresa nel Cantone di Lauria dall'ordinamento francese nel 1799, ma nel 1807 sempre dai francesi venne riconosciuta come Università del Governo di Scalea e quattro anni dopo diventò comune autonomo. Il paese si sviluppò poi intorno all'ampio piano al di sotto della Chiesa principale. Qui nacquero costruzioni padronali che delimitarono l'attuale piazza Siciliano, un vero e proprio salotto cittadino, nel quale convergono le vie del centro storico. Oggi San Nicola Arcella è uno dei centri turistici più esclusivi della Calabria.





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