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La Via del Cedro di Calabria
17 set 2022
In Turismo, gastronomia, cultura.
​Domenica 18 settembre 2022 alle ore 10.00, si svolgerà presso il Museo del Cedro di Santa Maria del Cedro la “Ventitreesima Giornata Europea della Cultura Ebraica”. Una manifestazione particolarmente fortunata e riuscita nel nostro Paese che coinvolge oltre cento località italiane, con le proprie realtà ebraiche, e che quest’anno partirà da Ferrara, città capofila. Anche quest’anno il Consorzio del Cedro di Calabria aderisce all’iniziativa, confermando il Museo del Cedro come luogo di confronto sui temi inerenti alla cultura ebraica ed al dialogo interculturale. Il tema di quest’anno è “il rinnovamento”, che rappresenta una vera e propria sfida nel nostro periodo storico. Un momento atteso di condivisione di esperienze e di saperi, attraverso cui gettare le basi di un mondo che fa dello scambio di idee e del confronto l’unico strumento per la risoluzione dei conflitti. Riprendendo le parole di Noemi Di Segni, Presidente UCEI: un rinnovamento su scala globale è profondamente necessario per far fronte alle emergenze del mondo contemporaneo. Un rinnovamento che si snoda in due direzioni: il ruolo dell’uomo nel mondo e la sua interdipendenza da esso e da tutte le creature che vi abitano. Così come afferma la Torah, l’uomo è il custode della Terra e delle risorse naturali. Possiamo tutelare la “nostra casa”, oggi, soltanto attraverso il rinnovamento da un punto di vista delle filiere produttive, industriale, tecnologico e delle singole abitudini di vita di ciascuno di noi. Al contempo, è ancor più necessario, forse, un rinnovamento filosofico. Mai come ora ci siamo resi conto che l’umanità è una sola e che ogni essere è fortemente interconnesso all’altro. Occorre, dunque, rinnovare una nuova consapevolezza, ovvero quella di condividere lo stesso destino e di lavorare affinché il mondo intero si unisca, nel segno della pace, per affrontare le sfide che ci attendono. Assieme alle Comunità ebraiche italiane, in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, lanciamo l’auspicio e la speranza che si possa procedere su questo sentiero, per trasferire alle giovani generazioni il giusto e necessario testimone di vita e di valori che hanno fatto grande l’umanità. Consorzio del Cedro di Calabria Il Presidente Angelo Adduci
XXIII Giornata Europea della Cultura Ebraica 18 settembre 2022 ore 10.00 Museo del Cedro di Santa Maria del Cedro content media
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La Via del Cedro di Calabria
23 mag 2022
In Turismo, gastronomia, cultura.
Il Consorzio del Cedro di Calabria, assieme al GAL Riviera dei Cedri, è stato presente al Concours Mondial de Bruxelles, la manifestazione che ha coinvolto giudici e giornalisti provenienti da tutto il mondo. Il Concorso è stata una grande occasione di visibilità per la nostra splendida regione e, al contempo, ci ha permesso di offrire un’immagine eccellente del nostro territorio e dei suoi attori. Un’azione di promozione non soltanto per il settore vitivinicolo ma per tutto l’agroalimentare calabrese che è sempre più rappresentativo della storia e delle tradizioni dei singoli territori. La Calabria, non a caso, vanta un primato, cioè quello di essere la terra che è in grado di raccontare le origini del vino, grazie all’arrivo della vite dall’oriente circa 2500 anni fa; in Calabria si è acclimatata e poi da qui diffusa in tutta l’Europa occidentale. Un sentito ringraziamento va rivolto all’Assessore alle Politiche agricole e sviluppo agroalimentare Avv. Gianluca Gallo, e al Direttore del Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari alla Regione Calabria Dott. Giacomo Giovinazzo, per averci coinvolto in questa importante azione di promozione e valorizzazione del territorio; è stato un momento per far conoscere al mondo, attraverso il cedro, lo straordinario patrimonio enogastronomico e culturale della Riviera dei Cedri. Il Consorzio del Cedro di Calabria plaude alle iniziative tese allo sviluppo della nostra regione perché contribuiscono, in un clima di sinergica collaborazione, a creare sempre più opportunità di crescita anche nel settore della cedricoltura che oggi più di ieri è davvero cruciale per l’economia della Riviera dei Cedri.
Il Consorzio del Cedro di Calabria e il GAL Riviera dei Cedri insieme al Concours Mondial de Bruxelles content media
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La Via del Cedro di Calabria
23 mag 2022
In Turismo, gastronomia, cultura.
Un altro prodotto agro-alimentare calabrese d’eccellenza giungerà a Bruxelles. Sarà a breve trasmessa alla Commissione Europea la domanda di riconoscimento della denominazione di origine protetta “Cedro di Santa Maria del Cedro”. Dopo cinque mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, si è finalmente conclusa l’istruttoria ministeriale, superando i motivi di opposizione. Tale importante traguardo segna la conclusione dell’istruttoria regionale e ministeriale e apre le porte a quella comunitaria, che si concluderà con la pubblicazione della domanda di registrazione della DOP sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea. Finalmente anche il prodotto tipico della Riviera dei Cedri si potrà fregiare del tanto atteso marchio DOP, proponendosi al mercato come prodotto di qualità certificata, le cui peculiarità sono direttamente legate ai fattori naturali ed umani dell’areale di produzione. L’adozione della certificazione europea di denominazione di origine protetta (DOP) è, infatti, un grande traguardo per tutto il territorio, in quanto marchio esclusivo di qualità che differenzia e tutela il prodotto rivierasco da altri ottenuti fuori dalla zona di produzione, garantendo ai nostri produttori un vantaggio competitivo sul mercato e al consumatore informazioni specifiche ed elevati standard qualitativi relativi a un prodotto unico nel suo genere: il “Cedro di Santa Maria del Cedro”, marcatore identitario della Riviera dei Cedri. Mi corre l’obbligo di ringraziare in primis Don Francesco Gatto, già Presidente dell’allora Cooperativa del Cedro TUVCAT, la cui opera a beneficio dei cedricoltori è stata per me fonte di ispirazione; in secondo luogo le donne e gli uomini che mi hanno accompagnato e che hanno condiviso con me questo percorso di vita, il cui contributo è stato determinante per il raggiungimento di questo importante risultato. Ringrazio il team di lavoro, grazie al quale ho potuto portare a compimento un’opera iniziata vent’anni fa, nello specifico è mio dovere ringraziare singolarmente il Professore Leonardo Di Donna, la Dott.ssa Lucia Bartella e lo staff del Dipartimento di Chimica dell’Università della Calabria (UNICAL), i quali hanno portato a compimento il lavoro iniziato dal compianto Prof. Giovanni Sindona; il Dott. Leonardo Caputo, ricercatore presso il CNR-ISPA di Bari, i cui studi scientifici e le sperimentazioni sul Cedro hanno contribuito a rafforzare il legame del prodotto con il territorio e a definirne le proprietà intrinseche; il Dott. Adolfo Rossi, esperto in processi di internazionalizzazione e marketing, per aver condotto un’attenta analisi socio-economica relativa agli impieghi del Cedro di Santa Maria del Cedro nel commercio; il Dott. Giuseppe Perri, per aver trasferito le sue conoscenze in ambito agronomico, al fine di stabilire un nesso di causalità tra le caratteristiche uniche del Cedro di Santa Maria del Cedro e l’areale di produzione; Il Prof. Franco Galiano, Presidente dell’Accademia Internazionale del Cedro, per il prezioso contributo sulla storia del Cedro; il Dott. Gianbattista Sollazzo, il più giovane esperto del Cedro nelle fonti storiche in Calabria, per aver messo al servizio del Cedro tutto il suo impegno e la sua passione, e per aver messo a nostra disposizione i risultati della propria attività di ricerca, indispensabili per la definizione di un nesso storico. In ultimo, ma non per importanza, il Ministro Stefano Patuanelli, il sottosegretario all’agricoltura On. Francesco Battistoni. In particolare ho il piacere di ringraziare il Vicepresidente della Commissione Agricoltura del Senato della Repubblica, la Senatrice Fulvia Caligiuri, per la vicinanza che ha sempre dimostrato alla causa della cedricoltura, con competenza, passione e professionalità; l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria On. Gianluca Gallo, per la visione strategica dell’agricoltura calabrese dove rientrano, attraverso azione concrete, le peculiarità e le specificità della cedricoltura; il Direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria Dott. Giacomo Giovinazzo. Ringrazio, altresì, il Sindaco di Santa Maria del Cedro, l’Avv. Ugo Vetere, ed i Sindaci della Riviera dei Cedri, per il prezioso contributo apportato alla causa; la Dott.sa Paola Granata, Presidente di Confagricoltura Cosenza e il Dott. Francesco Napoli, Presidente di Confapi Calabria. Rivolgo un particolare e caloroso ringraziamento alla Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi di Segni, per il profondo legame che ha con il territorio vocato alla cedricoltura; al Dott. Roque Pugliese, referente per la regione della Comunità ebraica di Napoli e responsabile della Giornata Europea della Cultura Ebraica in Calabria, per la vicinanza; ed al fraterno amico Rav Moshe Lazar, illustre cittadino di Santa Maria del Cedro, per aver dato un impulso allo sviluppo di una visione lungimirante e condivisa della cedricoltura. A mia madre e a mio padre e, attraverso loro, alle donne e agli uomini del Cedro, dedico questo importante traguardo, con l’auspicio che questa coltura possa divenire presto il motivo per il quale i nostri giovani non dovranno mai più lasciare questa terra. Oggi più di ieri è nostro dovere scommettere fiduciosi su di un frutto dalle potenzialità economiche e sociali ancora inespresse, con un impegno di promozione sinergica e sfida comune non più rinviabili. Da soli si va veloci, insieme si va lontano. Consorzio del Cedro di Calabria Il Presidente Angelo Adduci
Il “Cedro di Santa Maria del Cedro" vola a Bruxelles content media
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La Via del Cedro di Calabria
15 dic 2021
In Turismo, gastronomia, cultura.
Con l’invio da parte del Mipaaf del disciplinare di produzione, nella stesura finale, per la pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, un altro obiettivo importante è stato raggiunto dal mondo agricolo calabrese. Al termine del periodo previsto in cui ogni persona fisica o giuridica, avente un interesse legittimo e residente sul territorio nazionale, ha facoltà di fare opposizione alla domanda di registrazione, sarà possibile la successiva trasmissione a Bruxelles per l’esame comunitario e la pubblicazione definitiva sulla GUCE (Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea). Il Consorzio del Cedro di Calabria, ente richiedente della DOP, è consapevole dell’importanza del marchio europeo e del suo ruolo per l’economia agricola del territorio calabrese. Un ringraziamento particolare va all’On. Gianluca Gallo, Assessore alle Politiche Agricole e Sviluppo Agroalimentare e al Direttore del Dipartimento, Dott. Giacomo Giovinazzo, per l’affiancamento e il supporto ricevuto in questo periodo di forte interlocuzione con il Mipaaf, così come al Ministro Stefano Patuanelli e al sottosegretario Francesco Battistoni sensibili alla richiesta di riconoscimento, e alla Senatrice Fulvia Michela Caligiuri sempre impegnata nella valorizzazione della cedricoltura. L’ottenimento del marchio DOP permetterà al territorio dove è coltivato il cedro la replica di un modello produttivo tipicamente italiano che fa perno sulla qualità, sulla distintività e sulla valorizzazione dei prodotti tipici e dei saperi locali. In Italia c’è da segnalare la funzione strategica che le DOP svolgono sui territori, in termini di sviluppo e di coesione sociale. Proprio durante la pandemia è stato infatti potenziato il ruolo delle denominazioni di origine protetta grazie al lavoro svolto dai Consorzi di tutela che hanno ricoperto un ruolo cruciale nel sostenere le criticità del comparto e delle singole imprese con azioni di solidarietà e impegno mirate. In questo contesto, a breve anche il cedro potrebbe beneficiare del marchio DOP, uscendo quindi dall’anonimato e proponendosi al mercato come prodotto certificato della Riviera dei Cedri, le cui caratteristiche qualitative sono strettamente legate ai fattori ambientali ed umani delle località di provenienza. L’adozione della certificazione europea di denominazione di origine protetta (DOP) potrebbe costituire un grande traguardo per tutto il territorio, in quanto marchio “esclusivo” di qualità che distingue e protegge il nostro Cedro, garantendo al produttore un vantaggio competitivo sul mercato e, al consumatore, informazioni precise sulla qualità, sull’origine e sull’elevato standard qualitativo del prodotto.
PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA UFFICIALE DEL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA “CEDRO DI SANTA MARIA DEL CEDRO" content media
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La Via del Cedro di Calabria
11 dic 2021
In Turismo, gastronomia, cultura.
Prot. n. 1035 del 09/12/2021 Il Consorzio del Cedro di Calabria – quale soggetto richiedente la registrazione del riconoscimento della D.O.P. “Cedro di Santa Maria del Cedro” ai sensi del Reg. (UE) n. 1151/2012, informa che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (GURI) Serie Generale. n 291 del 07-12-2021 (https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/%20originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-12-07&atto.codiceRedazionale=21A07121) la richiesta di riconoscimento della denominazione di origine protetta (DOP) “Cedro di Santa Maria del Cedro”. Visto il DM n. 6291 dell’8 giugno 2020 con il quale sono stati modificati temporaneamente, stante l’emergenza epidemiologica da COVID-19 che ha comportato l’adozione di misure di contrasto e contenimento alla diffusione del virus, gli articoli 8, 9, comma 1, 13, comma 3, 23, 24, comma 1 e 27, comma 2 del DM 14 ottobre 2013 n. 12511. Considerato che in particolare, il decreto sopra menzionato, ha sospeso l’applicazione dell’articolo 8 del decreto ministeriale 14 ottobre 2013, concernente la riunione di pubblico accertamento da svolgersi nell’area di produzione e modificato l’articolo 9, re- lativamente alla tempistica prevista per la presentazione di eventuali opposizioni alla domanda di registrazione o di modifica del disciplinare. Considerato che Il Mipaaf ha approvato la stesura finale del Disciplinare di produzione, procedendo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (GURI) con lo scopo di verificare la sua corrispondenza agli usi leali e costanti previsti dal Regolamento europeo e ha demandato al Consorzio del Cedro di Calabria, nella qualità di soggetto richiedente la registrazione, di assicurare la massima divulgazione dell’evento anche mediante la diramazione di avvisi, l’affissione di manifesti o altri mezzi equivalenti, in modo da investire tutto il territorio all’interno del quale ricade la zona di produzione. Tanto premesso, il Consorzio del Cedro di Calabria, visto il DM n. 6291 dell’8.6.2020, in ottemperanza a quanto disposto dal Mi- paaf con nota prot. uscita n. 0626594 del 29.11.2021, PUBBLICA la stesura finale del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta D.O.P. “Cedro di Santa Maria del Cedro” AVVISA che le eventuali osservazioni, adeguatamente motivate, dovranno essere presentate, al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Dipartimento delle Politiche Competitive della Qualità Agroalimentare della Pesca e dell’Ippica - Direzione Genera- le per la Promozione della Qualità Agroalimentare e dell’Ippica - PQAI IV, via XX Settembre n. 20 - 00187 Roma - PEC saq4@ pec.politicheagricole.gov.it entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della presente proposta, dai soggetti interessati e costituiranno oggetto di opportuna valutazione da parte del predetto Ministero, prima della trasmissione della suddetta proposta alla Commissione europea. Decorso tale termine, in assenza delle suddette osservazioni o dopo la loro valutazione ove pervenute, la predetta proposta sarà notificata, per la registrazione ai sensi dell’art. 49 del regolamento (UE) n. 1151/2012, ai competenti organi comunitari. Consorzio del Cedro di Calabria Il Presidente Angelo Adduci Regione Calabria Dipartimento Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione Il Dirigente ad interim del Settore 6 Avv. Domenico Ferrara Il Dirigente Generale Reggente Dott. Giacomo Giovinazzo
AVVISO PUBBLICO: Richiesta di riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.) “Cedro di Santa Maria del Cedro” content media
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La Via del Cedro di Calabria
03 dic 2021
In Turismo, gastronomia, cultura.
Si è tenuta martedì 30 novembre, presso il Museo Del Cedro di Santa Maria del Cedro, la presentazione del liquore “Cedro di Santa Maria del Cedro” realizzato dall'Azienda cuore italiano promotion srl di Luca Rigieri, un giovane imprenditore di Luzzi, in provincia di Cosenza, che ha voluto riproporre, utilizzando uno dei frutti che più caratterizzano la nostra regione, un’antica tradizione di famiglia. L’idea nasce – racconta Luca, titolare dell’Azienda – da un’antica ricetta dei nonni, i quali erano soliti preparare in casa infusi di radici, spezie e agrumi, per usarli come ottimi digestivi. L’iniziativa si inserisce nelle attività della Via del Cedro di Calabria, la rete delle eccellenze promossa dal Consorzio del Cedro di Calabria, nata con l’intento di valorizzare, attraverso le realtà locali, quelle che sono le peculiarità di un territorio ricchissimo di risorse, dando in particolar modo valore al “saper fare” di quei contadini e quegli artigiani che, grazie al loro lavoro e alla loro manualità, danno vita a prodotti di altissimo pregio, sempre più conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Presenti all’incontro il Presidente dell’Accademia Internazionale Dieta Mediterranea, Dott. Leonardo Montoro, il Dott. Gianbattista Sollazzo, Esperto del Cedro nelle fonti storiche, il Direttore della Maccaroni Chef Academy, Dott. Corrado Rossi, e lo Chef dell’Accademia Roberto Spizzirri, che per l’occasione ha eseguito uno showcooking ai toni del Cedro, coadiuvato dagli studenti dell’Istituto Alberghiero di Praia a Mare (CS) Stefano Crocamo, Alessio Gargiulo e Kevin Truscelli, seguiti dal Prof. Borrelli e dalla Dirigente, Prof.ssa Maria Cristina Rippa.
Museo del Cedro: presentato il liquore "Cedro di Santa Maria del Cedro" dell'Azienda Cuore Italiano Promotion Srl content media
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La Via del Cedro di Calabria
15 nov 2021
In Turismo, gastronomia, cultura.
Operazioni come quella promossa dalla Dirigente dell’IPSSEOA di Praia a Mare, Prof.ssa M. Cristina Rippa, tendono da un lato a favorire la consapevolezza che i beni culturali, gastronomici, storici ed i relativi territori sono un valore di questa regione, e quindi un vantaggio, perché testimoniano un’identità socio-culturale da tutelare, conservare, valorizzare e promuovere attraverso la definizione di strategie di rete; dall’altro è opportuno che la strategia emerga da una pianificazione territoriale e da un modus operandi comune, capace di individuare gli obiettivi sui quali costruire uno sviluppo concreto, di condividerli e decidere sinergicamente gli interventi da realizzare. Le nostre piccole realtà che hanno beni culturali, saperi, tradizioni, talenti ed attività produttive, hanno dei punti di forza da valorizzare e posizionare in contesti più ampi, anche attraverso gli strumenti di comunicazione più diffusi (internet, social, manifestazioni fieristiche, eventi, ecc.), per cui, l’individuazione dei fattori di competitività di un territorio e le relative azioni di valorizzazione e promozione, integrati tra loro, caratterizzano e distinguono il nostro preciso contesto geografico ed hanno, se saputi intercettare, una capacità di attrazione rilevante, capace di mettere in moto l’intero territorio della Riviera dei Cedri con tutte le sue peculiarità. I luoghi della cultura (musei, parchi, siti archeologici ecc.) sono anche luoghi del turismo, del commercio e della socializzazione, dove ogni investimento privato e pubblico, nei diversi settori, favorirà e contribuirà al miglioramento della qualità della vita. La cultura stessa e le sue produzioni sono, inoltre, strumenti principali per lo sviluppo economico; il settore della cultura, difatti, rappresenta una parte importante della produzione di ricchezza e occupazione, ma soprattutto di caratterizzazione nel mondo. Non dimentichiamoci, solo per fare un breve esempio, che siamo la terra di Pitagora, di Telesio, di Campanella, di Gioacchino da Fiore, e dei più vicini Metastasio, di San Francesco di Paola e di Ippolito Cavalcanti (nato ad Afragola; divenne, poi, duca di Buonvicino), alla cui opera (Trattato di cucina teorico-pratica) ci siamo ispirati per l’ideazione di un nuovo ricettario, la cui filosofia di fondo è costituita dalla “cultura del cibo”. Il protocollo stipulato con le realtà operanti sul territorio è solo il primo passo. Ora bisogna lavorare insieme, adottando una visione comune, in progetti utili alla collettività ma soprattutto ai nostri giovani, i veri attori del cambiamento di questa terra. Il Presidente Consorzio del Cedro di Calabria Angelo Adduci
Praia a Mare (CS): Nasce la rete "Hospes hospiti sacer". content media
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La Via del Cedro di Calabria
15 apr 2021
In Turismo, gastronomia, cultura.
Nell’intraprendere questa nuova avventura, che coincide anche con una tappa importante della mia vita, ho posto a me stesso una domanda: Perché ho scelto il cedro? Non riesco a stabilire una data a partire dalla quale ho deciso di occuparmi di cedricoltura. La memoria mi porta ai tempi della mia fanciullezza, perché io stesso sono cresciuto tra i campi di cedro e quelle “spine amare” hanno ferito anche me. Ritengo che la mia vita sia legata a doppio filo con questa coltura e, se mi soffermo per un istante, riaffiorano nella memoria tanti ricordi. Da bambino ero curioso e ricordo che, sgomitando tra i grandi, cercavo sempre di intrufolarmi nella cosiddetta “rodda” – un cerchio di persone che discutono tra di loro animatamente – e un mio concittadino, puntualmente, mi allontanava con il braccio perché non era ritenuta una cosa per bambini. Era il mese di ottobre e, dopo un lungo ed estenuante lavoro, si discuteva principalmente del raccolto e del mercato dei cedri. Ci fu un episodio, però, che mi colpì particolarmente ed è legato ai miei genitori. Una mattina di settembre mi trovai nella cedriera di famiglia assieme ai miei genitori quando a un tratto, dopo un violento temporale, il sole fece capolino tra le nuvole illuminando con i suoi caldi raggi il volto di mia madre, lasciando intravedere le sue lacrime, mentre mio padre le tratteneva a stento. Di fronte ai nostri i cedri verdi, brillanti, bellissimi come li avevo visti fino a qualche giorno prima, divennero in quel preciso istante imperfetti e maculati a causa di una malattia fungina detta Lupa. Solo allora riuscì a comprendere la disperazione dei miei genitori, e di tutti i cedricoltori, nel veder sfumare in un battito di ciglia il lavoro di un’intera stagione. Da qui la mia frase “il cedro è un frutto disperato dal profumo ineguagliabile”. Ho scelto di interessarmi di cedricoltura per pagare un debito di riconoscenza nei confronti di mio padre e mia madre, che per me rappresentavano la voce di tutti i cedricoltori, i quali affrontavano da sempre le stesse problematiche, tra le quali una in particolare era come una ferita aperta: le speculazioni dei commercianti che operavano fuori regione i quali, facendo cartello, toglievano dignità e guadagno ai coltivatori di tutto l’Alto Tirreno Cosentino. Quando pensai alla costituzione del Consorzio avevo bene in mente la visione lungimirante che avrebbe portato, attraverso gli insegnamenti del mio mentore Don Francesco Gatto, a liberare i cedricoltori dal giogo dei potenti e a fare del cedro l’elemento di rivalsa sociale della nostra terra. Negli anni 2000 la cedricoltura era alle strette. I contadini erano sfiduciati e si era perso ogni interesse verso il cedro. Nello stesso anno, però, per evitare che questa nostra coltura-cultura svanisse nel nulla, vennero costituite le due colonne portanti del cedro: il Consorzio del Cedro di Calabria e l’Accademia Internazionale del Cedro. Fu il 2017, però, il banco di prova per tutti coloro che vivono di cedricoltura e per il Consorzio. È servito a me stesso per capire se stavo guidando l’Ente consortile nella giusta direzione. In quell’anno una tremenda gelata colpì il nostro territorio, distruggendo il 95% dei cedreti e, con essi, ogni speranza di guadagno per il lavoro svolto. Fu un vero e proprio dramma per i cedricoltori che si trovarono di fronte a una scelta: abbandonare i campi o credere ancora nel valore e nelle potenzialità di questa antichissima coltura. L’amore e la passione per il cedro e per il territorio spinsero tutti i cedricoltori a credere ancora nella loro “missione” e se in quel momento i coltivatori scelsero di restare sulla via del cedro lo si deve anche alle azioni di tutela messe in campo. Oggi il cedro parla un linguaggio universale e rappresenta l’opportunità per tutto il territorio di parlare al mondo. La Via del Cedro di Calabria non è che la sintesi di tutte le azioni di tutela, promozione, valorizzazione e commercializzazione che il Consorzio del Cedro di Calabria porta avanti da oltre vent’anni. Sono consapevole che la strada è ancora lunga ma oggi si vede un orizzonte. Per fare le cose occorre il tempo che occorre. «Abbiamo l’onore e l’onere di portare sulle nostre spalle un elemento di profonda sacralità, simbolo di un riavvicinamento con Dio, un tempo chiamato mêlon oggi chiamato cedro» (Don Francesco Gatto, 28 feb. 1968) Il Presidente Consorzio del Cedro di Calabria Angelo Adduci
Perchè ho scelto il Cedro content media
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La Via del Cedro di Calabria

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