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Scalea

Aggiornamento: 1 apr 2021

Di fronte a Capo Palinuro è uno dei paesi più antichi della Calabria. Abitato fin dalla preistoria, assume una grande importanza politica e strategica nel Medio Evo. Testimonianze storiche sono state trovate nella Torre Talao, mentre resti dell'età del ferro sono stati rinvenuti in contrada Petrosa. Erede della romana Lavinium Bruttiorum, sorta sulle rovine della vicina Laos, fu al centro dell'interesse di Bizantini e Longobardi, fino alla conquista normanna. E proprio ai piedi del castello edificato dai seguaci di Roberto il Guiscardo, nacque un borgo chiamato Scalea, da ascula latino o da askalos greco, che gli arabi proponevano come scaliath, da cui Scalia e quindi Scalea, per indicare la scalea a gradini di pietra lavorata tuttora utilizzata come centro di collegamento degli innumerevoli e suggestivi vicoli medievali del centro storico. Svevi, Angioini e Aragonesi si succedettero nel controllo politico del paese fino alla conquista spagnola. Le principali famiglie del Mezzogiorno se ne contesero il possedimento feudale, da Riccardo di Loria (e non di Lauria), compagno d'armi di Manfredi e padre di Ruggiero, grande ammiraglio aragonese, ai Sanseverino, ai Pascale e ancora ai Caracciolo e agli Spinelli.

Presente nella rivoluzione napoletana del 1799, Scalea partecipò al risorgimento con esponenti della borghesia professionistica locale, tra cui si segnalò il medico Cupido. Si trova a 25m sul mare ed è diventata negli ultimi anni uno dei centri turistici più frequentati del Sud Italia. Intensa l'attività commerciale e qualificati gli interessi culturali, in continuazione dell'impegno dei grandi nomi della filosofia e scienza vissuti nei secoli addietro a Scalea, tra i quali ricordiamo Gregorio Caloprese, Gian Vincenzo Gravina, Pietro Metastasio, Oreste Dito e Attilio Pepe.

Antico e moderno s'incontrano su Torre Talao, il simbolo del paese, un bellissimo balcone sul mare, con di fronte Scalea medievale. Nella grotta, durante gli scavi dal 1914 al 1932, fu ritrovata una stazione preistorica, con oggetti di selce scheggiata. Le antiche carte geografiche mostrano che il terreno su cui fu edificata la Torre nel sec. XVI era su un'isola, chiamata Talao, in quanto nei manoscritti greci il territorio veniva indicato come katà Laon, e cioè intorno al fiume Lao. In seguito nei testi sarebbe scomparso il primo monosillabo della preposizione greca e allora si sarebbe avuto prima tà laon e poi talao. La Torre un tempo era la sede di un cenacolo culturale di grande importanza, un vero e proprio centro di studi pitagorici, attivo almeno fino agli anni Venti, erede della tradizione esoterica della "schola italica". Animatore della scuola, che coltivava i misteri del filosofo di Samo, era Amedeo Rocco Armentano, nato a Scalea da genitori originari di Mormanno nel 1886. Nella Torre ospitò i migliori intellettuali pitagorici, che si davano appuntamento a Scalea per coltivare l'alchimia e la magia.

Lo stesso Armentano era uno studioso di notevole impegno e suoi scritti esoterici furono pubblicati nell'annata del 1923 della rivista napoletana "Mondo Occulto". Ora sono stati raccolti in volume, con il titolo Massime di scienza iniziatica. Armentano restò a Scalea, mantenendo relazioni anche con Giovanni Amendola e Gabriele D'Annunzio, fino al 1921, quando emigrò in Uruguay. A Montevideo sposò una ragazza non ancora sedicenne e si trasferì in Brasile. Da qui non fece mancare il suo sostegno, anche finanziario, agli amici rimasti in Italia per la divulgazione delle dottrine pitagoriche. Morì nel 1966 e la Torre è tuttora ricordata dagli scaleoti come Torre dei Misteri e Amedeo Rocco Armentano viene considerato il Cagliostro della Calabria.

Negli ultimi anni Torre Talao è stata restaurata, e si attende che venga valorizzata nella destinazione pubblica a centro studi o a museo. Intanto il mare, l'azzurro mare del Tirreno, che un tempo abbracciava con le sue acque la Torre, oggi, da quando l'isola s'è attaccata alla terraferma, può solo lambirla con le braccia lunghe di onde agitate e frementi, come quelle di un amante tradito.





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